A`Ntinna a mari Storia di una tradizione

Storie e Personaggidi Nico Marino

A`Ntinna a mari Storia di una tradizione

A ‘Ntinna a mari  quella gara che si pratica durante i festeggiamenti in onore del SS. Salvatore e che si svolge il 6 agosto, nel primo pomeriggio. Nel 1977, per una sola dizione, la gara fu organizzata in notturna. La gara ha come teatro la banchina del Molo della vecchia Marina di Cefalù. In una sola occasione, a memoria d'uomo, tale gara venne effettuata presso gli scogli della Giudecca. L'occasione venne data dalla impossibilità di predisporre l'antenna sul molo a causa della presenza sulla banchina di corpi estranei, "i casciati", grandi cubi di cemento usati durante i lavori del porto di Presidiana (circa 1964-65), e venivano utilizzati come frangiflutti. Un lungo palo, ad imitazione forse del bompresso dei grandi bastimenti a vela, sospeso sull'acqua dalla banchina del Molo, continua a selezionare, nel tempo, i migliori equilibristi tra i più abili marinai di Cefalù. Ma tornando alla tradizionale collocazione della gara e cioè al molo delta vecchia Marina, è necessario segnalare che forse, anticamente il sistema della gara era diverso, come testimonierebbe quanto Enrico Filippini scrive a proposito della tradizionale 'Ntinna a mari, che alla data del suo articolo (1899), si pratica anche per la festa del Corpus Domini ... dando il divertimento così detto dell'antenna. Esso consiste nella gara di coloro che cercano di arrivare a piedi nudi all'estremità d'un albero insaponato e posto orizzontalmente sul mare tra il molo e un altro albero verticale. Vi concorrono uomini e ragazzi che non si curano di cadere più volte nell'acqua prima di raggiungere la meta. Il premio è di dieci lire e un po' di vino; il vincitore è quasi sempre un uomo, che divide poi coi ragazzi il premio. Nell'attuale versione, questa tradizionale prova di abilità è stata sempre resa ancora più difficile dall'uso del sego e del sapone, coi quali si cosparge il lungo palo, e di una corda, legata all'estremità aerea dell'antenna, con la quale un esperto marinaio fa oscillare il palo stesso. Tale espediente permette di riprodurre le vibrazioni cui viene sottoposto il bompresso mentre il bastimento fende l'acqua con violenza.

La conquista della bandiera, posta all' estremità dei palo, segna la vittoria del concorrente che riesce ad

impossessarsene e la fine della prova.

Per meglio comprendere i meccanismi della 'Ntinna a mari, bisogna fare riferimento alla consuetudine ed alla tradizione orale che ci hanno consegnato regole e canoni per la preparazione, l'organizzazione e l'evoluzione della stessa. L'organizzazione della 'Ntinna a mari, alla quale partecipavano esperti pescatori e marinai, in passato, era appannaggio dei Marinai di Rivela che, secondo una tradizione radicata, avevano giurisdizione sull'utilizzo del Molo di Cefalù e costituivano una delle maestranze più importanti della Città.

Venuta meno questa Maestranza, ad organizzare la competizione era una stretta rosa di marinai e pescatori. A poco a poco, man mano che diminuiva il novero dei pescatori esperti, cominciò a restringersi la rosa dei partecipanti alla gara tanto che, ormai da molti anni, tranne rare eccezioni, solo i discendenti dei partecipanti "storici" sono ammessi alla competizione. Il gruppo che ne viene fuori, una dozzina circa di abilissimi equilibristi, tutti orgogliosi di far parte di questa esclusiva associazione, concorre alla realizzazione della 'Ntinna a mari ed ha esclusiva voce in capitolo sulla scelta del palo e del marinaio che sovrintende alla corda legata al palo stesso. In relazione a questa caratteristica, è a questo gruppo che si deve ogni decisione in merito all'ingresso di nuovi contendenti, che si avvicendano, di volta in volta in sostituzione dei genitori oppure perché figli di antichi concorrenti. Rarissime le deroghe, solo e soltanto con il beneplacito dei concorrenti anziani. I componenti di questo gruppo, ormai canonizzato dalla tradizione, hanno esclusiva giurisdizione sulla organizzazione della 'Ntinna a mari e su tutto il rituale della sua preparazione ed evoluzione. Ad essi si deve la sopravvivenza di questa secolare tradizione che, oggi, mantiene ancora una vivacità e una vitalità tali da non far rimpiangere le edizioni del passato, venendo a costituire, a causa della sua genuina veridicità e freschezza, non solo una delle più importanti tradizioni popolari marinare di Cefalù, ma anche l'orgoglio dei cittadini di Cefalù che in essa si riconoscono.

di Nico Marino


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